Innovation Talent

Il “mondo liquido” nel quale viviamo ci pone davanti al continuo mutare delle cose e tenere il passo richiedo uno sforzo quotidiano. Questa situazione ci costringe ad impegnare energie nella continua ricerca di soluzioni volte al miglioramento continuo e alla spinta verso la propositività innovativa.

La fattibilità di nuove idee e soluzioni originali, dipende non solo dalla loro qualità intrinseca, ma in notevole misura anche dall’atteggiamento verso il nuovo da parte delle persone coinvolte nei cambiamenti. Modificare questo approccio, soprattutto se refrattario al nuovo, può fornire una grande spinta al successo di una proposta innovativa.

Siamo convinti che ciascun professionista possieda un potenziale innovativo.

Qualcuno lo possiede più elevato, perché ha appreso ad utilizzarlo rendendolo efficace verso lo scopo. Per altri, invece, si trova ad una modalità un po’ sopita, perché lo hanno allenato poco o soprattutto si sono convinti di non essere capaci di esercitarlo.

CHE COSA È IL TALENTO INNOVATIVO?

Il talento innovativo è ciò che permette di generare nuove idee, proposte e soluzioni innovative. La consapevolezza delle “forze in campo” che guidano e sorreggono il potenziale innovativo, diventa il presupposto fondamentale per esercitare e sviluppare l’orientamento innovativo.

Scardiniamo un pregiudizio: l’orientamento innovativo può essere allenato e sviluppato. Per farlo, però, dobbiamo conoscerne lo stato attuale, individuando cosa concorre a potenziarlo partendo proprio dall’attuale e personale livello di maggiore o minore abilità di innovazione.

DA COSA È COMPOSTO IL TALENTO INNOVATIVO?

Da tre componenti che interagiscono tra loro.

La spinta motivazionale, l’insieme delle forze attraverso le quali sviluppiamo la nostra efficacia innovativa. Senza questo indispensabile propulsore l’orientamento innovativo perde la sua forza motrice.

Le propensioni comportamentali, i nostri comportamenti di base che sono considerate le dimensioni fondanti del nostro modo di interagire con le persone e l’ambiente di riferimento.

La learning agility, la maggiore o minore velocità con la quale ciascuno di noi apprende dall’esperienza. Questo indicatore esprime quanto siamo orientati e propensi all’apprendimento, mettendo in discussione modalità stabili e consolidate e apprendendo nuovi modi di fare.

 

La combinazione sistemica della spinta motivazionale, delle propensioni comportamentali e degli indicatori di learning agility, permette di delineare TRE DIFFERENTI PROFILI DI INNOVATORE.

INNOVATION MAKER: tipico di coloro che hanno la propensione a essere portatori di idee innovative, rielaborare le idee degli altri e ricostruirle, riesaminando le situazioni in ottica originale per creare qualcosa di nuovo.

INNOVATION DEPLOYER: caratterizzato dalla propensione a cogliere le nuove opportunità per metterle in pratica, cercando e trovando le modalità di delivery efficaci per gestire il nuovo.

INNOVATION PROMOTER: tipico di coloro che sanno apprezzare il cambiamento e hanno le caratteristiche relazionali e di negoziazione tali da riuscire a convincere gli interlocutori della bontà del nuovo.

QUALI SONO I VANTAGGI DI INNOVATION TALENT?

  • MISURA PUNTUALE DEL POTENZIALE INNOVATIVO
    Superamento della generica indicazione di misura sulla propensione al nuovo, ma articolazione in tre profili indispensabili per realizzare l’innovazione.
  • CREAZIONE DI TEAM DI INNOVAZIONE
    Le organizzazioni orientate all’innovazione continua hanno necessità di avere al loro interno tutte e tre le figure in un processo di team integrato. Il vero punto è che a volte si sbaglia attribuzione di responsabilità: si affida la realizzazione dell’innovazione a un maker, chiedendosi poi come mai l’innovazione non si materializza in risultati concreti.
  • CONSAPEVOLEZZA PER IL PARTECIPANTE
    Reportistica partecipante finalizzata a potenziare la consapevolezza delle “forze in campo” che guidano e sorreggono il potenziale innovativo, presupposto fondamentale per esercitare e sviluppare l’orientamento innovativo.

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